
Mary
Obering alla Annina Nosei Gallery 1988
New York
City, New York |
I lavori recenti di Mary Obering
sono un ibrido di pittura e scultura e propongono in modo affascinante
un vocabolario variegato di forme, al servizio di alcune idee
piuttosto eccentriche. Nell'insieme i quadri singoli, lavori
più attinenti alla pittura, sono quelli più accattivanti.
Composizioni semplici, astratte e geometriche, rappresentate
su della masonite ingessata con una serie di sostanze dense,
concentrate, che comprendono la creta brunita e la tempera. Un
pezzo consta di quattro campi più o meno rettangolari:
elemento che evoca una colonna color ruggine realizzato con un
retino sottile; un altro invece fatto con una lamina d'oro contigua
ad un campo squadrato di color grigio tortora, smosso da pennellate
delicate e filiformi come se la superficie fosse stata incerata.
Infine, a lato e in basso, una grande encaustica bianco- crema
messa lì in orizzontale a forma di L. L'effetto prodotto
dal quadro è simile a quello prodotto dall'antico alabastro
policromato: sembra contemporaneamente prezioso e sintetico,
ricco e freddamente decorativo, persino pacchiano (nel novero
dei nuovi pittori, l'opera di Mary Obering richiama quella di
Michael Young).
In altre opere, invece, il fascino ambiguo lascia il posto ad
una vera originalità. Come a voler fornire una chiave
di lettura, la Obering ha incluso qui un pezzo del 1983 formato
da quattro piccoli quadri , discreti e strutturati, appesi uno
sull'altro e contenenti immagini diverse (l'immagine di una Luna
seduta sulle onde stilizzate - a simboleggiare l'Acqua, un piccolo
dipinto triangolare rosso - ad identificare il Fuoco, e così
via). Il formato modulare, l'uso di piccole immagini e la inusitata
posizione sulla superficie muraria sono tutte caratteristiche
delle nuove opere, di impronta più decisamente 'scultorea',
di Mary Obering. 'Muon Maker', per esempio, un'opera piatta che
si fonde perfettamente col muro sul quale è appesa, contiene
al centro una forma verticale frastagliata, simile ad un fulmine
di luce stilizzato. Da ognuna delle tele, quattro angoli riquadrati
proiettano un lungo pannello rotondo, come un medaglione, recante
simboli astratti - una croce gialla su sfondo bianco, un rettangolo
argento sul nero, e strane piccole onde a forma di M - simili
per molti versi alle stilizzazioni che si ritrovano nell'opera
del 1983 ma meno astratte.
Se gli Elementi e i quadri astratti più recenti suggeriscono
il passato - mistero alchemico nell'uno, eleganza imperiale nell'altro
- Muon Maker sembra invece evocare il futuro, in particolar modo
la tecnologia - il 'muone' infatti è un tipo di particella
nucleare; tuttavia il futuro che l'artista sembra avere in mente
è un futuro tipo Guerre Stellari. La sagoma si staglia
sul muro, culminando in una piccola croce nera che sembra voler
iniziare una caduta libera e ci trasporta in un mondo di prodigioso,
spirituale ed irresistibile nonsense. Il mondo creato dalla Obering
è affascinante pur non invogliando a rimanervi, visto
che la funzione primaria di questa mostra è di rimandarci
con accresciuto interesse alla complessa bellezza dei quadri
astratti della Obering.
Holland Cotter
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